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Corrispettivi non incassati.

Premessa

Per chi effettua i servizi come gli acconciatori, la normativa prevede che se un corrispettivo di un servizio non viene incassato, l’IVA non deve essere versata fino a quando non avviene il pagamento da parte del cliente.

Per questo motivo deve essere emesso uno scontrino (ora chiamati documenti commerciali di vendita o prestazione) al momento dell’effettuazione del servizio in cui viene indicato il fatto che l’importo non è stato incassato; tale importo a fine giornata non deve essere sommato agli incassi del giorno per evitare di pagarci l’IVA.

Tale importo andrà invece inserito nel registro dei corrispettivi e quindi pagata l’IVA relativa solo al momento dell’incasso (quando il cliente ritorno per saldare il debito).

Fatta questa premessa, esiste un problema con i corrispettivi telematici visto che attualmente l’Agenzia delle Entrate somma questo importo due volte, sia al momento del sospeso (importo non riscosso) sia al momento dell’effettivo incasso.

In pratica, se non correggiamo noi questo errore pagheremo due volte l’IVA e le tasse.

Soluzione

Dopo che il problema è stato sollevato, l’Agenzia delle Entrate ha emesso un documento (Risposta n. 394/2019) in cui, come al solito, è il contribuente ed il suo commercialista a dover rimediare all’errore del fisco.

In pratica dovrà essere l’acconciatore a informare il proprio commercialista che all’interno dei corrispettivi del giorno vi sono anche degli importi non riscossi.

Il commercialista dovrà poi decurtare tali importi nella liquidazione dell’IVA da versare.

Lo stesso problema si pone, in quei (rari casi), in cui viene emesso uno scontrino a cui segue la fattura elettronica.

Un esempio pratico di come comunicare l’informazione per evitare di pagare due volte l’IVA e le tasse è:

Immaginiamo che il 3 luglio 2019 il salone ha servito 25 clienti e ha emesso scontrini per 1.400 euro.

  • Di questi scontrini, uno da 100 euro, non è stato incassato e ciò risulta dallo scontrino,
  • Uno scontrino da 300 euro è stato emesso ma verrà emessa anche la fattura elettronica.

Esempio di compilazione dei corrispettivi per passare l’informazione al proprio commercialista.

 

 

 

 

 

Oltre a …

Data

Totale

Servizi

Rivendita

 

Non incassati

Scontrino con fattura

03/07/19

1.000

750

250

 

100

300

             

Per esperienza suggerisco di conservare un archivio con i riferimenti degli scontrini non incassati.

A distanza di tempo infatti, sarebbe difficile ricostruire e dimostrare che effettivamente l’IVA non era dovuta in quanto alcuni importi non erano stati incassati. Anche la memorizzazione sul registratore di cassa potrebbe non essere sufficiente visto che nel frattempo potrebbe essere stato sostituito.

 

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RINVIATA AL 2018 LA DECORRENZA DEGLI ISA - 
RIMANGONO IN VIGORE GLI STUDI DI SETTORE
L’introduzione degli indici di affidabilità fiscale (cd. “ISA”) è differita al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018 al fine di assicurare a tutti i contribuenti un uniforme trattamento fiscale e di semplificare gli adempimenti dei contribuenti e degli intermediari. L’art. 9-bis DL 50/2017 nè prevedeva l'applicazione a partire dall'esercizio 2017 (il "Programma delle elaborazioni degli ISA” applicabili dal periodo d'imposta 2017 " è stato pubblicato sul sito dell'Agenzia Entrate il 22/09/2017). Si ricorda che il comma 2 dell'art. 9-bis del DL 50/2017 dispone che gli indici sono approvati con DM del MEF entro il 31 dicembre del periodo d'imposta per il quale sono applicati. Gli indici sono soggetti a revisione almeno ogni 2 anni dalla loro prima applicazione o dall'ultima revisione. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro il mese di gennaio di ciascun anno, sono individuate le attività economiche per le quali devono essere elaborati gli indici ovvero deve esserne effettuata la revisione.

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risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti almeno pari al 20% del 
costo di acquisizione è prorogata l'agevolazione relativa all’aumento del costo di acquisizione, per 
determinare la quota deducibile di ammortamento e dei canoni di leasing.
RIDUZIONE DELLA AGEVOLAZIONE L'incremento spetta nella misura del 30% (in luogo del 40% previsto in precedenza; questa rimane assicurata per ordini accettati dal venditore entro il 31/12/2017, con l'avvenuto pagamento di acconti almeno pari al 20% del costo di acquisizione).
VEICOLI ESCLUSI L'agevolazione non si applica agli investimenti in qualsiasi "veicolo" di cui all'art. 164 comma 1 Tuir, ivi compresi quelli a deducibilità integrale (autonoleggi, taxi, ecc.), quelli degli agenti di commercio o quelli dati in uso promiscuo (sono agevolati i soli autocarri, autotreni o simili)